A caccia delle mie potenzialità!


Spesso diamo poca importanza, nello stilare il nostro curriculum vitae, alle descrizioni relative alle competenze e soprattutto alle potenzialità. Contrariamente a quanto si pensi sono due concetti fondamentali nella scelta di un candidato ed una esposizione mirata di ciò che “sappiamo” e ciò che “potremmo sapere” può essere un ago che nella bilancia delle nostre competenze può convergere a nostro vantaggio.

Innanzitutto cerchiamo di capire esattamente cosa sono le competenze e come associare (o meno) a queste le nostre potenzialità.

Il termine può avere significati diversi, soprattutto se ne andiamo a cercare l’origine etimologica, ciò che a noi interessa approfondire è la competenza in ambito professionale e personale. Chi possiede competenza agisce in maniera responsabile su una determinata prestazione perché ne ha cognizione e conoscenza, per cui la competenza è essenzialmente ciò che una persona dimostra di saper fare in modo efficace, in relazione ad un determinato obiettivo, compito o attività in un determinato ambito disciplinare o professionale. Il risultato dimostrabile ed osservabile di questo comportamento competente è la prestazione o la performance.

Saper “estrapolare” la propria competenza da contesti lavorativi e personali ci da la possibilità di tradurli nel curriculum vitae e nella lettera di presentazione. Non a caso personali oltre che professionali, anche perché possiamo acquisire una competenza anche in un contesto intellettuale, familiare, amicale, ecc. Una buona comunicabilità, il saper interagire con gli altri è spesso una competenza che deriva automaticamente dal nostro essere, che può senz’altro essere “consolidata” dalle esperienze professionali, ma la radice resta la nostra persona. Una competenza invece esclusivamente professionale è la cognizione, per esempio, di una materia informatica piuttosto che il saper gestire ed utilizzare un’attrezzatura industriale. Scindere la competenza tra quella personale e professionale ci aiuta a descrivere meglio anche le potenzialità. Queste ultime spesso derivano direttamente da noi stessi e dal nostro personal talent.

La potenzialità è una capacità latente ed è ciò che è ancora “in potenza” e non in atto.  La potenzialità è ciò che noi possiamo esprimere quando ci si mette in condizione di farlo, quando ci danno i strumenti giusti o quando una qualche tipologia di formazione ci lascia venire fuori. E’ ciò che possiamo promettere ad un azienda perché sappiamo che possiamo esprimerlo anche se ancora latente. La latenza di una potenzialità può dipendere da una serie di fattori ed in genere ha la sua radice nella nostra personalità. Facciamo un esempio. Se dovessi scegliere di intraprendere un percorso didattico orientato verso la contabilità o amministrazione, nella maggior parte dei casi è perché mi ci sento portato, perché non ho mai avuto difficoltà a ragionare con i numeri e ritengo di essere una persona precisa ed attenta. Questo è il mio potenziale che necessariamente devo sviluppare e far diventare una competenza da spendere nel mondo del lavoro. Viceversa se già sono impiegato oppure ho avuto delle esperienze di lavoro e mi sono ritrovato a svolgere una mansione a me confacente e che posso ampliare perché ritengo di poter sviluppare ulteriori competenze, in questo caso posso comunicare alla mia azienda oppure comunicare nel mio curriculum un determinato potenziale. Facciamo un esempio. Svolgo oppure ho svolto la mansione di magazziniere, in diversi contesti e mi sono reso conto, collaborando con i miei colleghi, piuttosto che gestendo piccoli progetti di lavoro che potrei gestire delle persone e quindi aspirare a crescere nel mio ruolo, questo è un potenziale, perché ho la capacità latente di essere un magazziniere che può aspirare al ruolo di responsabile del magazzino. Gestire delle risorse è in genere un personal talent che dipende da una leadership innata o dal sapersi rapportare con gli altri e nel sapersi ergere come punto di riferimento.

Ciò che è importante risiede nella nostra volontà, nella capacità di fare un analisi di ciò che siamo per poter affrontare un percorso didattico che ci porti a svolgere un ruolo nel mondo del lavoro che ci soddisfi, sia a livello economico che personale. Oggi è difficile inseguire i sogni e ci si adatta a ciò che il mercato del lavoro richiede ed è una condizione che spesso si ritrovano ad affrontare i lavoratori che sono usciti dal mondo del lavoro e pur di rientrarci si adattano a fare ciò che è disponibile, ma non sempre è così e quando si ha la possibilità di mettere in campo le proprie competenze e potenzialità si “rischia” di trovare un lavoro che può anche piacerci! Ma anche e soprattutto per chi è in procinto di scegliere il proprio percorso dico sempre: vai a caccia delle Tue potenzialità!

09/10/2015

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