Il colloquio di selezione

job-interview_1408110731Se ci hanno contattato per un colloquio di lavoro significa che ciò che abbiamo fatto in precedenza (curriculum vitae, risposta all’annuncio, ecc.) ha funzionato ed è stato efficace!

Innanzitutto dobbiamo essere coscienti di chi incontreremo, conoscere il proprio selezionatore è importante per definire il nostro approccio al colloquio. Siamo davanti al titolare dell’azienda? al responsabile del personale? ad un impiegato che in genere si occupa di altro? davanti ad un selezionatore di un agenzia per il lavoro, oppure ci ha contattato una società di selezione del personale? Indipendentemente dal mezzo utilizzato per mettersi in contatto con noi (mail o telefono) abbiamo tutto il diritto di conoscere il nostro interlocutore. Una volta che abbiamo chiare le idee andiamo su internet e provvediamo a conoscere anche l’azienda. Dipendente dal nostro interlocutore o dall’azienda è molto probabile che il colloquio che affronteremo è solo un approccio conoscitivo che solo superato quest’ultimo procederemo a step verso il colloquio finale.

Differentemente dal curriculum vitae, il colloquio prevede che sappiamo gestire noi stessi, il nostro modo di approcciarci agli altri e le modalità con cui esponiamo le nostre esperienze. In sostanza tutto dipende da noi, soprattutto perché se siamo davanti alla scrivania di qualcuno che ci sta selezionando vuol dire che per grandi linee corrispondiamo alla job profile ricercata. E’ una partita giocata in maniera molto sottile, spesso anche una frase detta in malo modo oppure fare qualche errore banale nel descrivere le nostre esperienze o meglio una piccola incertezza nel tono della voce ma anche addirittura l’abbigliamento possono decidere per noi l’esito del colloquio di selezione.

Ogni tipologia di mansione a cui ci candidiamo prevede una tipologia di approccio diverso, piuttosto che il settore merceologico a cui ci affacciamo può avere esigenze diverse con cui siamo costretti a fare i conti. A questo punto della scalata dipende tutto da noi. E’ inutile dire che alla base di tutto c’è sicuramente la regola principe di ogni colloquio di selezione, sia questo conoscitivo o di approfondimento che sia: essere se stessi! Accanto a questo fondamento ci sono tutti quei piccoli e grandi accorgimenti che rendono più probabile il successo del nostro colloquio.

Anche nel colloquio di selezione come nel curriculum vitae, esporre genericamente consigli e suggerimenti banalizza molto l’approccio, molto dipende dal nostro carattere, dalla nostra naturalità e dal personal talent che ci portiamo dietro, conoscersi in maniera oggettiva ci da la possibilità di valorizzare i nostri punti di forza e affrontare con decisione le nostre aree di miglioramento. Valorizzare la nostra timidezza, tenere a freno la nostra esuberanza e dimostrare nel modo più efficace possibile la nostra motivazione può fare la differenza. Capita molto spesso che pur possedendo competenza e motivazione e ci consideriamo perfetti per la selezione che affrontiamo, il nostro colloquio può non avere un buon esito e spesso non sappiamo darcene una spiegazione. Ci sono purtroppo tantissime insidie che si nascondono dietro un colloquio di selezione che solo conoscendo bene noi stessi possiamo gestire ed affrontare al meglio.

Il nostro orientamento supporta con una metodologia “ad hoc” l’approccio al colloquio di selezione, aiuta ad esprimere le proprie potenzialità in base alle caratteristiche personali dei candidati per “vestire su misura” ed in base alle aspettative dell’interlocutore che ci troveremo ad affrontare, soprattutto perché lo affronteremo insieme!

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