Gentile Selezionatore…

Gentile Selezionatore… iniziamo così la nostra lettera di presentazione che in genere affianchiamo al nostro curriculum. Ci siamo sempre chiesti: è utile?? Direi di si, anche se dobbiamo ammetterlo, non sempre viene letta ma per un semplice motivo, o più semplici motivi.. troppo lunga ed in definitiva un semplice sunto del nostro curriculum. Mai nulla di più sbagliato!

La lettera di presentazione è un documento che ha una finalità tutta sua, uno scopo preciso e se composta con efficacia e poche parole può fare la differenza. E’ vero.. sono una fautrice del prolisso.. è evidente anche nei miei articoli (!) ma.. c’è sempre un ma.. la lettera di presentazione deve essere assolutamente breve e concisa! Non ci sono altre regole che tengano.

Qual è lo scopo della lettera di presentazione? In sostanza accompagna il nostro curriculum e ne valorizza alcuni aspetti, oltre che dare motivazione ad alcuni gap che necessariamente troviamo anche nel curriculum più perfetto. Un esempio? I vuoti temporali tra un esperienza di lavoro e l’altra, una incongruenza tra le scelte scolastiche e quelle professionali, la decisione di intraprendere un corso di formazione piuttosto che un attività lavorativa e non per ultimo la motivazione per cui eventualmente si vuole cambiare lavoro ma anche la nostra disponibilità al trasferimento. Ve ne sono tante altre di eventuali “incongruenze” da motivare, dalle più classiche a quelle più insolite, importante è incuriosire il nostro “gentile selezionatore”.

L’altro aspetto della nostra lettera di presentazione è quello di argomentare le nostre competenze e le nostre potenzialità. Avete letto il nostro precedente articolo? Vi suggerisco di farlo, soprattutto perché è uno degli argomenti sottointesi che sarà principe assoluto del colloquio di selezione, caso mai ci arrivaste e mi auguro che sia così. Argomentare le proprie competenze legando queste alle esperienze di lavoro o al nostro percorso di studi non è cosa semplice, soprattutto se è nostra intenzione farlo con efficacia. La lettera di presentazione deve essere la nostra “punta dell’iceberg” , lo start che poi amplieremo nel nostro colloquio di selezione. Il “gentile selezionatore” deve avere la volontà di conoscerci e scoprire cosa c’è sotto la cima del nostro iceberg e più abbiamo sostanza e meglio è.. non vi pare?

Le potenzialità? Assolutamente indispensabili nella nostra lettera, cosa siamo.. ma soprattutto cosa potremmo essere, il nostro valore aggiunto, il nostro contributo e prendendo una delle classiche domande dei colloqui di selezione: perché questa azienda dovrebbe assumerla? La risposta giusta sarebbe: perché so vendere bene la mia competenza ed il mio potenziale. Suscitare empatia già dalla nostra lettera di presentazione ci ha portato nella seria probabilità di essere contattati per un colloquio conoscitivo. E a questo punto siamo al 50% del nostro tortuoso tragitto verso l’agognato lavoro! Ma Vi assicuro.. ci siamo quasi.

14/10/2015

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