Normativa in vigore

normativa

Facendo riferimento al Ministero del Lavoro, è importante comprendere i molteplici mutamenti che la materia del lavoro necessariamente subisce, proprio allo scopo di rendere maggiormente efficaci gli strumenti atti ad agevolare l’introduzione al mondo del lavoro e la corretta impostazione della vita lavorativa e l’uscita previdenziale da essa.
Due grandi riforme hanno permesso di sviluppare un moderno sistema dei Servizi per il lavoro. La Legge Treu (Legge n. 196 del 1997) come precursore e successivamente la Riforma Biagi hanno avuto il merito di aprire il mercato dei servizi alle agenzie di intermediazione private, questo ha consentito di spostare il monopolio pubblico su un ambito maggiormente competitivo sia per i lavoratori che per le aziende. Infatti, la concorrenza tra rete pubblica e privata ha consentito di aumentare le opportunità di incontro tra domanda e offerta di lavoro.
Le politiche attive sono tutte le iniziative messe in campo dalle istituzioni per agevolare l’inserimento lavorativo e quindi contrastare la disoccupazione e i disagi ad essa connessi, viceversa le politiche passive si articolano su quattro direttrici principali (Agenda di Lisbona e Strategia Europea per l’Occupazione):
a) Occupabilità
b) Adattabilità
c) Imprenditorialità
d) Pari opportunità
Gli strumenti messi in campo per realizzare questi obiettivi sono la formazione, l’orientamento, l’alternanza scuola-lavoro, i tirocini e le work experiences.
In tutto questo il cosiddetto “rapporto di lavoro” resta il nucleo centrale della tematica che, attraverso diverse riforme, è stato protagonista di numerose modifiche ed interpretazioni. A partire dal D.Lgs 276/03, dove si poneva l’accento sulla flessibilità, fino alla Legge 92/12 atta a rendere un Mercato del Lavoro più dinamico e inclusivo prediligendo rapporti di lavoro più stabili, fino alle novità introdotte dalla Legge 99/13 che ha previsto modifiche alla normativa sull’apprendistato, sui contratti a termine, sulle collaborazioni a progetto e sul lavoro occasionale.
La normativa in vigore pone l’accento anche sui cosiddetti “ammortizzatori sociali” che si sostanziano in tutte quelle misure che hanno l’obiettivo di offrire sostegno economico ai lavoratori che hanno perso il posto di lavoro.
Queste “misure” prevedono diversi status relativamente al rapporto di lavoro e dipendente da questo mettono in atto il sostegno. La cassa integrazione ordinaria e straordinaria, come i fondi di solidarietà bilaterale, sono ammortizzatori previsti in costanza di rapporto di lavoro e destinati a lavoratori sospesi in conseguenza di crisi temporanee. La Aspi invece, è un assicurazione sociale destinata a coloro che involontariamente si trovano ad essere disoccupati con almeno 2 anni di anzianità assicurativa o almeno 1 anno di contribuzione nel biennio precedente l’inizio del periodo di disoccupazione. Prima che vengano sostituite dalla Aspi nel 2017, posso essere erogate anche le indennità di mobilità, che rappresentano strumenti di gestione degli esuberi strutturali delle aziende.
La normativa sul lavoro prevede anche che siano garantite le pari opportunità nel mercato del lavoro allo scopo di debellare ogni forma di discriminazione di genere, in particolare modo le donne, quali soggetti più deboli sia relativamente ai bassi livelli di partecipazione nel mercato del lavoro e sia per le differenze retributive applicate.
Le politiche di integrazione sociale prevedono azioni a supporto dell’inserimento degli immigrati e la loro integrazione nel mondo del lavoro, oltre che sostegni alla persona.

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