Do you speak English?

Non è più possibile sottovalutare questa domanda, oggi è fondamentale conoscere una lingua straniera e se vogliamo davvero “spaccare” conoscerne due sarebbe davvero vincente! Non parlo esclusivamente di mansioni medio/alte, anche mansioni generiche oggi richiedono spesso la conoscenza di almeno una lingua straniera, ed ovviamente la più gettonata è la lingua inglese. Considerando che viviamo in un paese altamente turistico, in un mondo dove la globalizzazione ha orientato le aziende fuori dai confini nazionali e  il web ci sottopone di continuo termini stranieri, non conoscere una lingua ci pone un po’ fuori da molti ambiti lavorativi, di qualsiasi natura e specie. La lingua inglese è certamente la prima da prendere in considerazione. La seconda lingua dipende molto dal contesto economico e globale da cui dipendono turismo e sviluppo economico, attualmente in entrambi i casi il tedesco ed il russo sono particolarmente richiesti.

Uscire da scuola o dall’università con una conoscenza discreta della lingua straniera (non ammissibile in quanto la scuola e l’università dovrebbero assicurare dei corsi strutturati e verificare la competenza di uscita) ci costringe a “perfezionare” la lingua. Meglio sarebbe se durante il nostro percorso di studio svolgessimo anche un corso di lingua straniera in modo da poter arrivare al diploma o alla laurea già preparati a questa eventualità.

Ma come scegliere l’istituto? Quanto costa? E cosa dire dei corsi individuali di docenti madrelingua? E soprattutto è utile uno stage all’estero?

La scelta dell’istituto è la cosa più semplice da fare. Esistono molti istituti che svolgono esclusivamente corsi di lingua straniera, ed a mio parere sono questi gli istituti migliori. Trovarci davanti degli enti che tra i vari corsi propongono anche corsi di lingua ci obbligano a valutare per bene i tempi, i docenti, gli esami e gli attestati finali. Orientarci verso un istituto specializzato ci da la sicurezza di essere davanti ad un organizzazione che svolge esclusivamente questa tipologia di preparazione. Attenzione al livello di ingresso ed al livello di uscita. Oggi il Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (CEFR) classifica la competenza in 3 fasce fondamentali A-B-C e per ogni fascia sono considerati due livelli di conoscenza.

A1/2 = scolastica

B1/2 = intermedia

C1/2 = fluente

Un corso di lingua straniera che sia serio e strutturato ci fa uscire almeno ad un livello superiore. Se posseggo un livello B1 il mio obiettivo è quello di acquisire il livello B2 e via di seguito. I corsi che ci “promettono” di saltare più livelli non sono particolarmente affidabili, a meno che non abbiano una durata di almeno 8/15 mesi. Ricordiamoci che non è possibile imparare una lingua straniera in pochissimo tempo a meno che non decidiamo di investire il nostro tempo con una permanenza all’estero di almeno (minimo) 6 settimane, ed in queste 6 settimane sarebbe opportuno lavorare ed interagire esclusivamente con i nativi del posto. Ritrovarci in un ambiente con altri italiani (accade molto spesso) trasforma il nostro soggiorno all’estero in una vacanza e non in un’occasione di studio e approfondimento della lingua.

Il concetto del docente madrelingua è un po’ un mito da sciogliere. Proviamo a porci una domanda. Quanti madrelingua italiani conosciamo che parlano male l’italiano? E soprattutto quanti di questi ritenete che siano in grado di insegnare a qualcuno a parlare italiano? Chiaro il concetto? Ciò a cui dobbiamo badare è che i docenti siano qualificati, che abbiano quindi un certificato di abilitazione all’insegnamento della lingua straniera che siano madrelingua o meno è importante solo dopo aver accertato la competenza all’insegnamento.

Imparare una lingua richiede necessariamente tempo ed anche un investimento economico. Come per qualsiasi tipo di acquisto, più spediamo e più qualità riceviamo, come si diceva dobbiamo considerare questa tipologia di formazione come un “investimento” che porterà i suoi frutti con maggiori opportunità di lavoro, mansioni interessanti e stipendi soddisfacenti e possibilità di carriera.

Mai inserire un livello di competenza non corrispondente alla realtà sul proprio curriculum vitae e soprattutto non rispondiamo ad annunci che richiedono un livello di conoscenza che non è a nostra portata, potremmo ritrovarci davanti ad un test o peggio ad un colloquio con parti discusse in lingua. In questo caso oltre ad aver fatto una figura barbina ci siamo bruciati ogni eventuale chance con quell’azienda. Quando un annuncio dichiara espressamente la buona o fluente conoscenza della lingua straniera non aspettiamoci che questo sia un punto su cui riusciamo a “cavarcela”, riusciremo solo a non risultare idonei.

Se abbiamo la volontà di candidarci ad annunci che prevedano la conoscenza di una o più lingue straniere dovremo avere la pazienza di acquisire prima questa competenza e poi metterci in evidenza. Se abbiamo intenzione di orientare la nostra professione in ambiti dove la lingua straniera è indispensabile mettiamoci in testa che è un obiettivo da raggiungere ed il miglior modo in assoluto e soprattutto più veloce è svolgere una permanenza all’estero.

Good Luck!

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